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strategia aziendale

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La celata chiave per la crescita - parte 2 di 2

Nel precedente articolo abbiamo parlato della caratteristica fondamentale che contraddistingue le aziende che cresceranno sul lungo periodo: abbiamo affrontato un ragionamento sui dati e sul controllo.

Come promesso, oggi voglio portare alcune domande fondamentali per aumentare il controllo in azienda, proprio grazie ai dati (che probabilmente già possiedi).
Tutte le domande sono strutturate in modo da poterti permettere di creare uno o più indicatori, da tenere sempre monitorati.
Vediamo quindi le quattro domande fondamentali per aumentare il controllo in azienda.

1. Qual è il mio punto di pareggio?
A volte può sembrare banale, eppure in molti casi non lo è: monitorare in tempo reale il punto di pareggio può permetterti di migliorare la tua azienda in modo molto importante.

Infatti, per conoscere il livello di fatturato che dovrà avere la tua azienda per pagare almeno tutti i costi fissi, devi prima conoscere il margine di primo livello.
Quindi, dotarsi di un calcolatore in tempo reale per il calcolo del break even point significa avere un indicatore che permette di capire quanto la qualità della gestione operativa inf...


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La celata chiave per la crescita - parte 1 di 2

Esiste una spaccatura molto forte tra le aziende italiane, ma sono in pochi ad averlo notato.Identificare questa scissione, che separa in modo netto aziende molto simili sulla carta (magari anche concorrenti tra loro) è il modo più semplice per individuare, in un contesto incerto come quello che stiamo vivendo, chi sopravviverà e chi crescerà davvero. A pensarci bene è strano che questo fattore differenziante non sia chiaro a tutti, dato che - una volta individuato - lo si riscontra in tutte le categorie di aziende, a tutte le latitudini, a prescindere dal settore, dalla dimensione o dal contesto esterno.In sostanza, vedremo come esiste una caratteristica nascosta nelle aziende davvero solide, cioè in quelle aziende che possono permettersi di progettare il loro futuro. L'obiettivo di questo articolo è di evidenziare questa caratteristica fondamentale, e fornire un supporto concreto a chi desidera aggiungersi alla categoria dei prossimi vincenti.Partiamo quindi, chiedendoci...Come si realizza un grande progetto?Immaginiamo di ricevere da un emiro il compito di realizzare un ponte che collega due isole artificiali, entro un tempo prestabilito. Cosa dovremmo fare?Di certo dovre...


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Il Panopticon e la tua probabile illusione del controllo



Introduzione
Nel mondo ideale sarebbe possibile affidare un compito ad un collaboratore, per poi aspettarsi che questo venga eseguito senza intoppi.


Nel mondo ideale, gli eventuali problemi emersi nella realizzazione di tale compito verrebbero evidenziati dal collaboratore, nel momento stesso in cui questi vengono identificati, per poter avere il maggior margine di manovra in termini di tempo per la risoluzione.


In questa condizione positiva, favorevole, e del tutto non corrispondente alla realtà, la gestione degli affari correnti sarebbe molto semplice, lineare, e l'imprenditore avrebbe la possibilità di concentrarsi solo sullo sviluppo dell'azienda, senza dover più di tanto pensare al lavoro di tutti i giorni.

Bene, se puoi dire (con la dovuta onestà intellettuale) che la tua azienda non ha problemi nella gestione dei lavori, che i tuoi collaboratori performano al meglio delle loro possibilità, e che nessun problema viene nascosto per paura delle ripercussioni, allora puoi chiudere questo articolo. Se sei in questa situazione significa che hai già raggiunto quella condizione ideale a cui ho accennato poco fa, altrimenti ti consig...


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Come delegare in modo efficace: i 3 pilastri della delega


Non sono un grande fan della delega.


Credo che, data la confusione presente in rete al giorno d'oggi, parlare di delega sia come parlare di soldi automatici, di entrate passive e di altri argomenti un pochino borderline.


Spesso infatti si possono trovare online dei video, dei report, delle masterclass e, più in generale, molti corsi sulle tecniche di delega, su come selezionare i collaboratori giovani da far crescere col tempo, su quali strategie di affiancamento e formazione utilizzare per ottimizzare i tempi di apprendimento e molto altro ancora.


Questi sono sicuramente molto validi, ma - a mio avviso - vengono utilizzati per il fine sbagliato: un imprenditore di successo non dovrebbe voler imparare a delegare, un imprenditore di successo dovrebbe voler imparare a creare un sistema-azienda che funzioni alla perfezione.


Molto spesso, infatti, la delega viene vista come un modo per liberarsi dei propri problemi quotidiani, porgendoli con gentilezza a qualcun altro, spesso un disgraziato meno esperto, per potersi concentrare sulla crescita dell'azienda.


A mio avviso, se vista con questa ottica, la delega non è altro che un miraggio, un mito da sfatare.


Que...


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Delegare non risolverà tutti i tuoi problemi: scopri perchè.

Uno dei temi che mi stuzzicano molto sono i modelli di imprenditori di successo che ci vengono suggeriti dai vari formatori, perché ritengo che ammirare le persone giuste sia un ottimo modo per apprendere i comportamenti giusti.Sono tuttavia convinto che scopiazzare i comportamenti esuberanti dei miliardari sia un ottimo tentativo di condurre la propria azienda nella strada verso il fallimento. Ritengo infatti che ci sia una notevole differenza tra la condizione chi può permettersi anni di investimenti senza mai doversi tirare fuori uno stipendio, e quella del piccolo imprenditore, innamorato del suo lavoro, che deve pagare la rata del mutuo, quella della macchina, e tante altre spese difficilmente rimandabili.Ecco perché mi sento di consigliarti di imitare i comportamenti che i miliardari avevano prima di diventare miliardari!Ora, mi sono preso il tempo di fare questa premessa perché molto spesso sento citare il caso di Richard Branson come esempio di una delega efficace: infatti, il miliardario inglese che passa le sue estati nelle isole vergini, è proprietario del Virgin Group, una holding che conta partecipazioni in più di quattrocento aziende diverse, e  tuttavia il...


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A Dubai aprirà un museo creato grazie ad un algoritmo.

Nella seconda metà del ‘700, alcuni produttori del settore tessile riuscivano per primi ad implementare il telaio meccanico, aumentando la produttività in modo spaventoso. Iniziava la prima Rivoluzione Industriale.Altri produttori – più tradizionalisti – semplicemente restavano a guardare, criticavano l’avvento dell’industria, e proseguivano con le loro metodologie vecchie di secoli. Alcuni investivano in nuove tecnologie e altri continuavano come avevano fatto fino a quel momento.Ora, permettiamoci un piccolo gioco.Immagina che io mi presenti alla porta di casa tua con la macchina del tempo.Ci teletrasportiamo a Londra il 3 Marzo 1801, giorno in cui viene aperto il London Stock Exchange: per l’appunto, la Borsa di Londra. Siamo ben vestiti, col cilindro e il bastone, e abbiamo dei fondi per iniziare ad investire nei mercati finanziari.Su chi puntiamo le nostre sterline? Sui piccoli laboratori tradizionalisti, oppure sulle prime industrie?Sono certo che la risposta ti sembrerà scontata: i soldi si investono sulle aziende che innovano. Ne è la prova il fatto che, al giorno d’oggi, i laboratori che lavoravano col telaio a mano si sono convertiti a quello ...


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Grandi imprenditori durante la guerra fredda - Harland Sanders

A trent'anni esatti dalla caduta del Muro di Berlino, voglio dedicare una piccola rubrica sul nostro blog a quegli imprenditori visionari che hanno sviluppato grandi business negli anni della Guerra Fredda.Mentre il mondo si congelava con la minaccia atomica, questi signori hanno creato dei veri e propri imperi, che sono sopravvissuti a loro stessi e hanno continuato a svilupparsi nei decenni, fino ai giorni nostri.Dalle loro storie c'è molto da imparare.La prima tappa del nostro viaggio nel tempo è stata dedicata a Sam Walton: se ti sei perso l'articolo, ti consiglio di recuperarlo da questo link.Oggi invece parliamo diHarland SandersLe originiMolto spesso sono le persone che attraversano le maggiori difficoltà, e riescono a venirne fuori, che ottengono i maggiori successi nella vita.Harland Sanders è un caso emblematico in tal senso, perchè è riuscito ad avere successo solamente dopo i sessant'anni, eppure l'azienda che ha creato fattura oltre ventitre miliadi di dollari l'anno, e oggi conta oltre 750.000 dipendenti.Nato il nove di settembre del 1890 furori Henryville, Harland Sanders era il figlio più grande un agricoltore dell'H...


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Grandi imprenditori negli anni della Guerra Fredda – Sam Walton

A trent’anni esatti dalla caduta del Muro di Berlino, voglio dedicare una piccola rubrica sul nostro blog a quegli imprenditori visionari che hanno sviluppato grandi business negli anni della Guerra Fredda.Mentre il mondo si congelava con la minaccia atomica, questi signori hanno creato dei veri e propri imperi, che sono sopravvissuti a loro stessi e hanno continuato a svilupparsi nei decenni, fino ai giorni nostri.Dalle loro storie c’è molto da imparare.Partiamo quindi in questo viaggio da…Sam WaltonLe originiSam Walton da ragazzoNato alla fine della Prima Guerra Mondiale da una famiglia di agricoltori dell’Oklahoma, Sam Walton è la dimostrazione che la perseveranza paga.Le enormi difficoltà del padre nel mantenere la famiglia lo costrinsero ad emigrare dapprima in Florida, poi nell’Arkansas, nel pieno della Grande Depressione. Qui Sam dovette fare diversi lavori per mantenersi: dal mungitore di vacche (precisamente, della sola vacca che possedeva suo zio) al venditore di giornali.Dopo essersi dimostrato un valente soldato nella Seconda Guerra Mondiale, tanto da meritare un riconoscimento, decise di investire i cinquemila dollari del suo congedo dall’esercito americ...


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Come aumentare il fatturato? Non scopiazzare le grandi aziende.

Hai presente quando vai in un negozio per comprare un articolo specifico e poi, dopo essere uscito, ti accorgi di aver comprato una lunga serie di accessori che non userai mai?Magari sei andato in un negozio di elettronica per comprare uno smartphone e, poniamo il caso, sei uscito sì con lo smartphone, ma anche con una cover, il vetro per proteggerlo dai graffi, l’estensione di garanzia ed un paio di cuffie wireless.Se ti è successo almeno una, di certo conoscerai quella lunga serie di pensieri che fai automaticamente per convincerti di aver speso bene i tuoi soldi, perché in fondo quegli accessori ti servivano.Si chiama auto-convincimento, ed è un meccanismo di difesa che usiamo per non sentirci stupidi quando spendiamo più del previsto: magari l’offerta del singolo prodotto era anche allettante, ma l’abilità del venditore nel piazzarti il pacchetto completo ha prevalso sulla tua capacità di resistere alle pressioni, e sei finito per sforare sensibilmente il budget.Perché questa sensazione ti interessa se sei un imprenditore? Perché è quella che può far fuggire i tuoi clienti.Questo è infatti il principale limite delle strategie di up-selling, cioè di quelle str...


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Perchè i KPI non sono la risposta a tutti i tuoi problemi.

“Non si può migliorare quello che non si può misurare.”Bella frase, no? Personalmente l’ho sentita più volte.Appartiene a Lord Kelvin, un fisico ed ingegnere inglese vissuto nella seconda metà del diciannovesimo secolo: un uomo dall’intelligenza precoce e dallo scetticismo profondo. Quello che ha inventato la scala Kelvin per la misurazione della temperatura.Lo stesso Lord kelvin che dichiarò che sarebbe stato impossibile far volare oggetti che pesavano più dell’aria, che disse che i raggi X non avevano nessuna utilità, che era impossibile trasformare calore in energia meccanica, che tutte le leggi della fisica erano ben note già ai suoi tempi, e che e non c’era nulla di nuovo da scoprire.Quindi, secondo Lord Kelvin non ci dovrebbero essere treni, automobili, aerei, e la maggior parte degli strumenti e oggetti tecnologici che oggi usiamo quotidianamente, e che fanno parte della nostra normalità.Scommetto che adesso la pensi diversamente anche sulla citazione con cui ho esordito.Allora, perché la sua idea che senza misurazione non ci può essere miglioramento è così forte ancora oggi?Perché, in parte, è vero.Il mondo in cui viviamo ci porta a misurare ogni ...


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American Express: tre strategie da manuale per il tuo business

Come tutti, pure io mi reputo una persona razionale e coerente.Eppure, se uno guarda il mio estratto conto e controlla per cosa spendo i miei soldi, potrebbe anche non essere d'accordo con quello che ho appena detto. In effetti quello che compriamo ci dice molto di che tipo di persona siamo.E una delle spese che mi accompagna da quando ho incassato i primi stipendi è il canone annuale American Express.Molte volte, tra amici, mi hanno chiesto per quale motivo spendo per avere una carta di credito che non si può usare in tutti i negozi, quando potrei usare una qualsiasi altra carta.Ed è stato rispondendo a queste domande indiscrete che ho capito il vero motivo per cui sono un cliente affezionato AMEX.Ma ovviamente, a chi me lo chiede rispondo qualcosa sulle assicurazioni nei viaggi, o sui punti fedeltà ;) .Io sono un cliente American Express perché ammiro il modo in cui fanno business: credo che il loro sia un brand strutturato molto bene, ed è mia intenzione spiegarti il motivo di questa mia convinzione, sperando che ci si possa tirar fuori qualcosa di interessante.Vediamo quindi i tre motivi per cui American Express è un caso da cui puoi imparare molto per la tua piccola o m...


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Quanto conta la felicità dei tuoi dipendenti? Impara da Microsoft

A volte mi capita di pensare che al mondo non c'è solamente il mio piccolo ufficio, in cui lavoriamo dal lunedì al sabato per mandare avanti i progetti dei nostri clienti. Mi capita di pensare che là fuori ci sono aziende che fanno mille volte i miei risultati, con meno sforzo.Questo pensiero mi si ripresenta ogni volta che, come oggi, leggo qualche articolo sugli esperimenti di nuove organizzazioni del lavoro, che dovrebbero aumentare la produttività grazie ad un aumento della soddisfazione dei dipendenti.L'articolo in questione lo trovi sul sito del Sole 24 Ore, e parla di un esperimento fatto nello scorso agosto a Tokyo, negli uffici di Microsoft (puoi leggerlo da questo link ).In sostanza hanno deciso di provare per un mese (Agosto 2019) a ridurre la settimana lavorativa di un giorno, concedendo tutti i weekend lunghi.E qui so già che stai pensando che, semplicemente, non avevano voglia di lavorare col caldo. E devo ammettere che, leggendo il titolo dell'articolo devo ammettere che l'ho pensato anche io :) .Ma i risultati in termini di produttività (e non solo) mi hanno sorpreso:Aumento delle vendite per dipendente del 39% rispetto allo stesso mese del 2018;Riduzione dei ...


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Perchè devi prendere spunto dal caso Mc Donald's

In molti dei corsi di formazione orientati al marketing, prima o poi viene chiesto "Chi di voi pensa che Mc Donald's faccia gli hamburger più buoni del mondo?".Questa domanda viene presa come pretesto per sostenere una tesi che non condivido per nulla, e cioè che non conta il prodotto, ma contano solamente marketing e prezzo.Questa idea si basa su osservazioni superficiali che possono essere mosse nei confronti del colosso dei fast food: banalmente, Mc Donald's non produce né l'hamburger più buono al mondo, né tantomeno l'hamburger più economico nel mercato. Eppure, il motivo del successo del colosso che nel 2015 fatturava oltre venticinque miliardi di dollari non è puro marketing, e gli otre sessant'anni di sviluppo lo dimostrano.Vediamo quindi se riusciamo a capire qualcosa di più dalla loro storia.Il primo ristorante Mc Donald's nasce negli anni cinquanta, epoca in cui in america andavano di moda le auto eccentriche che troviamo ancora oggi a Cuba, le canzoni di Frank Sinatra, le pin-up e i drive-in. Il mondo del secondo dopoguerra si era addentrato nella guerra fredda, ma  per certi versi si stava avviando a grandi passi verso la modernità.Mentre in Italia i nostr...


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Come rendere scalabile la tua azienda in tre step

Se, come tutti gli imprenditori, ti sei mai chiesto come puoi portare la tua azienda ad un altro livello, allora avrai certamente incontrato, su internet, in qualche corso, o in qualche libro, il termine "scalabilità".Un concetto tanto interessante quanto difficile da applicare, perché si riferisce alla capacità di aumentare i ricavi senza aumentare i costi.Questa capacità di scalare il proprio business è fondamentale nel medio periodo, perché permette di generare un surplus di ricavi a supporto della crescita: è questo il segreto degli imprenditori illuminati, che sanno far crescere le proprie aziende in modo esponenziale.Vediamo quindi i tre aspetti fondamentali per creare un'azienda scalabile!1 - Crea un brand accattivanteQuasi nessuno parla di branding e scalabilità, eppure sono due discipline fortemente legate.In soldoni, se la tua azienda non ha appeal nel mercato, perché il design del tuo logo non è ben unico, perché la promessa del brand è generica ( o, peggio, perché manca del tutto), non riuscirai a sfruttare al meglio la pubblicità. Molte, moltissime volte, vedo aziende con prodotti e servizi di gran lunga migliori dei competitor, ma che perdono perché non...


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